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Alimentazione vegana: tra etica, sport e futuro

Riflettori puntati sulla dieta vegetale e le sue potenzialità
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“Veganismo”: cos’è e quali sono i suoi fondamenti

Negli ultimi anni è in costante crescita l’adozione di uno stile di vita fondato sull’alimentazione vegana. Si tratta di una vera e propria filosofia, denominata “veganismo”, che propone come caposaldo l’eliminazione di risorse alimentari animali o derivati animali nell’alimentazione e che affonda le radici in macro movimenti come l’anti specismo, ovvero l’annullamento delle differenze di valore in relazione alla specie di appartenenza. Inoltre, uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Oxford ha evidenziato i dati a favore dell’alimentazione vegana in termini di impatto ambientale: le diete attuali, congiuntamente alle moderne tecniche produttive, hanno un effetto deteriorante sugli ecosistemi in quanto minacciano concretamente l’esaurimento di risorse idriche e l’intensificazione di cambiamenti climatici, mentre la dieta a base vegetale ridurrebbe di oltre il 73% le emissioni individuali di CO2 e contrasterebbe il fenomeno di estinzione di massa di specie animali, causato dalla sottrazione dei loro habitat naturali per la costruzione di strutture per l’allevamento. Spesso le motivazioni alla base dell’approccio con una dieta vegana sono riconducibili a principi etici di rispetto per la vita animale, dunque si può ritenere corretto il legame diretto tra la decisione di diventare vegani e una manifestazione di protesta “silenziosa”, o quantomeno personale, nei confronti delle attività che implicano lo sfruttamento animale.

Dieta vegetale e mondo dello sport: connubio possibile?

Un argomento che merita un alto livello di considerazione nel panorama gastronomico è la scelta, da parte di atleti, di trasformare il proprio regime alimentare onnivoro in dieta vegetale. La ragione principale che spinge l’atleta a sposare tale stile di vita, come anticipato sopra, poggia sul concetto di etica di rispetto per gli animali, abbinata ad un atteggiamento condannatorio nei confronti dello sfruttamento animale, ma il miglioramento propriocettivo e delle condizioni fisiche non passa inosservato.

Infatti, la decisione di sposare una dieta vegetale ha cambiato radicalmente e incontrovertibilmente la vita di atleti. Lewis Hamilton, pilota pluripremiato della Formula 1 e vegano dal 2017, in un’intervista afferma:

“Alla fine l’obiettivo è sentirsi bene. Vuoi avere forza, non vuoi avere grosse oscillazioni tra alti e bassi nei livelli di energia. Il veganismo ha cancellato tutto questo. […] L’intestino è il nostro secondo cervello. Ci insegnano a bere latte e mangiare carne per le proteine, ma io mi sono informato a riguardo. E ci sono due aspetti da considerare: uno riguarda gli animali e il secondo riguarda l’impatto sul nostro corpo. Io guardo il cibo come carburante ora che sono uno sportivo, non mangio solo perché ho fame.”

Hamilton ha ottenuto straordinari risultati sportivi e si dice orgoglioso della sua scelta di vita. Ha anche aperto una catena di hamburger vegetali che si chiama “Neat Burger” e ha condiviso con il campione di tennis Djokovic il progetto di realizzazione di un documentario, “The Game Changers”, incentrato sull’alimentazione vegetale per sportivi. Infatti, tra gli atleti che hanno deciso di cambiare regime alimentare passando ad uno “plant based”, annovera Novak Djokovic:

“Mangiare vegetale mi rende più consapevole del mio corpo in campo. […] Ho tolto le tossine dal mio corpo e con loro sono passate tutte le interferenze con i miei livelli di energia. Quando giochi per tre, quattro o cinque ore di fila, c’è bisogno del carburante giusto, e per me il carburante giusto è a base vegetale.”

Il tennista serbo tiene a precisare che la sua scelta di cambiare regime alimentare non sia stata dettata da un bisogno energetico del corpo, bensì da una riflessione etica:

“Per me si tratta di uno stile di vita e non banalmente di una dieta. Vorrei ispirare tanti atleti e far comprendere come sia possibile portare avanti una dieta a base vegetale e saper recuperare bene, possedere la giusta forza, i muscoli.”

Entrambi gli atleti di fama internazionale concentrano il focus sul concetto di carburante, infatti riconoscono che l’alimentazione vegetale abbia notevolmente aumentato il livello di energia del loro corpo.

Cercando di fare maggiormente luce sul legame diretto tra dieta vegetale e sport, è stata contattata una personalità competente in materia. La dietista, insegnante di cucina vegetale e creator digitale, Elena Mazzetto, conosciuta sui social come @semidielena, ha gentilmente risposto ad alcune domande di approfondimento:

“Molto interessante è il binomio dieta vegana – sport. Pensi che un atleta possa giovare da un’alimentazione che elimina carne, pesce e derivati animali? Come ribatti alle critiche che sostengono l’inevitabile carenza di proteine nella dieta vegetale?”

“La dieta vegetale, se seguita da un esperto che ne delinea il percorso, compresi i vari apporti distinguendo pre e post allenamento/gara, è assolutamente in grado di soddisfare tutte le esigenze di un individuo sportivo, anche dal punto di vista proteico. Le proteine, di fatto, sono dappertutto: basterà integrare adeguatamente con legumi (ceci, fagioli, piselli, lenticchie, soia e altri) e derivati (tofu, tempeh per esempio) durante la giornata. Mi piace rispondere a chi critica la scarsa assunzione di proteine con una similitudine: le proteine sono come un puzzle e ogni pezzetto è un amminoacido. Gli otto amminoacidi essenziali sono contenuti nei vegetali, infatti le uniche in grado di fissare azoto in molecole organiche – vedi gli AA – sono le piante. Gli animali ricavano gli amminoacidi dai vegetali e li concentrano nelle loro carni, quindi quando un individuo mangia carne animale assume i nutrienti indirettamente dalle piante. Gli animali non creano dal nulla nutrienti. Perciò non è importante da dove arrivino questi amminoacidi, ma che arrivino nell’organismo, in modo da permettere la costruzione del puzzle proteico”

La dieta vegana è la dieta del futuro?

Ad offrire una panoramica introduttiva sull’argomento è il nutrizionista e dietista, nonché docente universitario, Loreto Nemi. Nel suo blog emerge un paragrafo, intitolato “Una dieta ricca di vegetali ci salverà!”, in cui sostiene che il cibo sia una leva in grado di migliorare la salute dell’uomo e la sostenibilità ambientale. Nemi evidenzia come molti studi abbiano sottolineato il fatto che una dieta ricca di alimenti di origine vegetale, con ammesse poche eccezioni di cibi di origine animale, sia portatrice di benefici sia per la salute che per l’ambiente. Per realizzare un sistema alimentare sostenibile scrive che sarebbero provvidenziali alcuni interventi da parte della Commissione, quali una transizione globale verso diete sane, un miglioramento delle tecniche di produzione alimentare e la riduzione degli sprechi. La domanda che sorge spontanea, e che solletica l’interesse della popolazione mondiale, viene rivolta a Elena:

“La dieta vegetale può, verosimilmente, diventare la dieta del futuro?”

“Sì, ne sono (quasi) convinta. La dieta vegetale è la meno impattante e la più inclusiva. Inoltre si è dimostrata essere protettiva nei confronti di molteplici patologie. È in grado di sostenere una persona dalla nascita alla morte, anche durante la gravidanza o per la riabilitazione dopo problemi alimentari. Insomma, in ogni fase della vita. Sostengo che tutti potremmo abbracciare un’alimentazione (un po’ più) vegetale. Il consiglio che mi preme dare ad una persona che si sta approcciando ad un’alimentazione vegana è quello di rivolgersi ad un professionista, esperto in dieta vegetale, per avere maggiore consapevolezza di come muoversi e come integrare nel modo più vantaggioso i vari nutrienti. Ognuno di noi è diverso ed è proprio alla luce di questo che ritengo prezioso un sostegno esterno in questo tipo di situazione.”

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