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Erasmus+: storia di un progetto vincente

Un tuffo nel progetto culturale Europeo
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Erasmus o l’arte del paragone 

Erasmus (o Erasmus+) è un progetto culturale Europeo, che include un insieme di attività di scambio e formazione. Il suo nome deriva dal filosofo umanista Erasmo da Rotterdam, noto per i suoi scambi nelle diverse università d’Europa. Erasmus è un acronimo per EuRopean community Action Scheme for the Mobility of University Students. Qual è il suo scopo?

Con Erasmus+ si formano lavoratori e studenti: si tratta di un percorso di formazione integrativo. Il valore aggiunto dell’esperienza si presenta innanzitutto nei termini di opportunità intellettuali: perché non studiare filosofia nei luoghi nativi dell’idealismo? Come affrontano gli accademici scandinavi il cambiamento climatico? Come si interpreta l’immigrazione nelle le aule di Bruxelles

L’esperienza Erasmus consiste in questo: garantire l’accesso a stimoli nuovi e diversi, così da permetterci di fare paragoni: mezzo chiave per poter formulare giudizi e prendere decisioni. Ogni paese straniero ha pensato o interpretato gli stessi fatti in modo originale e diverso da quanto ci è stato insegnato. 

L’esperienza Erasmus+ non si limita semplicemente a fornirci visioni alternative accademiche. Siamo invitati a fare un confronto più trasversale: com’è la mia vita qui? L’esperienza intrapresa non è solitaria e accademica: si tratta di un percorso che avviene in una comunità. Dalle aule agli spazi comuni degli studentati ci viene chiesto: “da dove vieni e perché sei qui?”. Chi siamo è la domanda cruciale: l’Erasmus è anche un’esperienza di formazione emotiva.

Nelle relazioni che tessiamo si formano nuove identità e aspettative: che sia possibile iniziare una carriera all’estero mai prima immaginata? Oppure sarebbe possibile impegnarsi politicamente affinché nel vengano reimmaginati gli spazi e le politiche delle nostre città

Storia 

Originariamente, l’Erasmus era un progetto puramente universitario. Venne delineato nelle sue linee fondamentali già a fine anni ’60: non molti sanno che tra i suoi principali promotori vi fu la pedagoga italiana Sofia Corradi (conosciuta anche come mamma Erasmus). Assieme a lei, giocarono un ruolo cruciale il francese Franck Banchieri, fondatore dell’AEGEE, e il presidente Mitterand

Il progetto divenne ufficiale nel 1987: da allora si è assistito a diverse riformulazioni. Ribattezzato nel 2014, Erasmus+ consiste ora in numerosi interventi. Sono stati inclusi tutti i progetti di scambio relativi ad educazione e istruzione, compreso il mondo dello sport e del lavoro. Non solo: altri paesi extraeuropei fanno ora parte del programma. La pandemia di Covid19 non ha abbassato il numero di utenti, spingendo il progetto a digitalizzarsi: è ora possibile svolgere un periodo di formazione digitale

Il progetto ha 36 anni e vanta di quasi 649 mila partecipanti totali. Anche i finanziamenti sono aumentati esponenzialmente (26,2 miliardi di euro). L’attuale fase del progetto ha previsto anche nuove opportunità per i diciottenni, tramite il programma DiscoverEU (un incentivo a viaggiare per l’Europa). Infine,

crescono i numeri dei partecipanti al programma Erasmus Mundus: un percorso che prevede la possibilità di iscriversi ad un master congiunto finanziato interamente dall’Unione

Erasmus in Italia

L’Italia partecipa intensamente al progetto. Si è assistito ad un incremento dell’82% dei progetti approvati rispetto all’anno precedente con 13 mila studenti in partenza. La mobilitĂ  degli studenti degli istituti superiori è aumentata significativamente (fondi e partenze cresciuti di +39%). L’etĂ  media è di 23 anni per chi intraprende i soli studi e 25 per chi sceglie un percorso di trainership. Chi usufruisce del progetto è principalmente donna (59% per lo studio e 63% per il tirocinio), mentre la mobilitĂ  media è di 6 mesi per lo studio e 3 mesi per il progetto di tirocinio. Le destinazioni piĂą privilegiate dagli studenti sono Spagna, Francia e Germania. Dall’altra parte, i principali poli universitari di partenza e arrivi sono Bologna, Padova e Roma e Firenze. Aumentano le esperienze di mobilitĂ  per studenti di liceo e personale scolastico in tutta Italia. 

Risultati e sviluppi futuri 

“Oltre 600 000 europei si avvalgono delle opportunità offerte […] tutti ci dicono la stessa cosa: il programma ci ha cambiato la vita. Erasmus+ crea nuove generazioni di europei istruiti, formati e impegnati, connessi oltre i confini “-conferenza per il 35° anno di Erasmus.

Gli obiettivi prioritari di questa fase sono inclusione e diversità. In particolar modo, si cerca di andare in contro a disabilità, problemi di salute e ostacoli legati alla formazione, ma anche economici e sociali. Gli obbiettivi vengono perseguiti attraverso determinate Key Actions: 1) mobilità per l’apprendimento; 2) cooperazione tra le organizzazioni e istituzioni; 3) supporto a politiche di sviluppo e cooperazione. Vi sono anche altre attività, come il progetto Jean Monnet, volto al supporto dell’insegnamento, apprendimento, ricerca sull’integrazione europea. Sono stati inclusi anche progetti a supporto della transizione verde, della trasformazione digitale e della promozione di inclusività e diversità sociale

Per quanto riguarda l’impatto, possiamo affidarci ad un report sulla stagione passata (2014-2018). L’80% ha avuto idee più chiare sulla propria carriera universitaria e futura, mentre il 72% ha riportato di aver beneficiato del progetto per trovare lavoro, avendo migliorato le proprie capacità tecniche, culturali e interpersonali. Si assiste ad un rafforzamento della propria autostima: in generale, gli utenti appaiono più felici e capaci di trovare lavoro in casa e all’estero.

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