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“E!State Liberi” anche in Toscana: l’utilizzo dei beni confiscati alle mafie a scopi sociali

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Valorizzazione e promozione del riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, formazione dei partecipanti sui temi dell’antimafia sociale e conoscenza dei territori coinvolti: questi gli scopi e i principali aspetti che emergono dai campi di formazione ed impegno “E!State Liberi!”, organizzati da Libera, rete di associazioni e cittadini impegnata nella lotta contro le mafie e la criminalità che rappresenta una dei più virtuosi esempi di coinvolgimento dei giovani nei campi di impegno sociale territoriali.

Coltivare memoria e seminare formazione: la rivalorizzazione collettiva del territorio

Filo rosso che accomuna i campi di impegno civico, strumento di partecipazione della componente giovanile della società in progetti di carattere sociale, è l’organizzazione di interventi formativi e partecipativi utili a rendere i territori delle risorse in grado di innescare processi di sviluppo locale e accrescere la coesione sociale.

In Toscana, come in molti luoghi lungo la penisola, Libera riesce ogni anno nella missione attraverso l’organizzazione di attività manuali volte alla gestione collaborativa degli spazi, utilizzati da cooperative a cui i beni precedentemente sfruttati dalle organizzazioni mafiose vengono assegnati, a cui si accompagnano, dunque, incontri educativi inerenti la storia e le caratteristiche delle organizzazioni criminali, nonchè i metodi per contrastarle, con l’obiettivo di sostenere una spinta alla collaborazione in tale direzione. 

Nel territorio toscano il principale luogo in cui prendono luogo le attività dei campi estivi è costituito dal bene di Suvignano: tenuta agricola ad oggi gestita da “Ente terre regionali toscane” per la realizzazione di attività agricolo-forestali legate all’interesse pubblico, essa costituisce infatti il bene confiscato alle mafie più grande dell’Italia del Centro-Nord.

E’ proprio questo, infatti, unito alla località di Isola Capo Rizzuto, il luogo in cui la maggioranza dei giovani partecipanti all’incontro organizzato presso il presidio di Libera a Firenze e dedicato al racconto condiviso delle esperienze vissute nei differenti campi, ha vissuto la propria esperienza di impegno civico in realtà quali aziende agricole gestite da cooperative, orti sociali, e luoghi significativi dell’antimafia.

Perché stimolare l’impegno comune? Il racconto delle esperienze nei campi

La condivisione delle attività realizzate nei campi di formazione ha rivelato quanto siano gli stessi partecipanti ai progetti tra i principali soggetti ad evidenziare la rilevanza di iniziative con questi caratteri: se, da un lato, il racconto della diversità delle stesse si è rivelato occasione utile per incentivare una sempre ulteriore progettualità, stimolando ulteriori possibilità di rivalorizzazione sociale dei territori, allo stesso tempo, si è evidenziata, attraverso il confronto durante attività di gruppo, la comune sensazione vissuta da tutti i giovani coinvolti, dell’importanza di promuovere collettivamente un cambiamento culturale attraverso l’impegno comune, nelle reti territoriali, dell’antimafia e non: numerose sono state infatti le esperienze in seguito alle quali i partecipanti, al primo contatto con Libera, narrano di voler cominciare ad impegnarsi quotidianamente nell’associazione ed in generale nel proprio territorio di provenienza con fini sociali.

Coinvolgimento e condivisione: queste sono, quindi, risultate essere anche in Toscana le parole d’ordine per alimentare progetti concretamente capaci di coordinare formazione, collaborazione e sviluppo del territorio in un modo di cui “E!state liberi” si è confermato essere un progetto esemplare.

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