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FNEC: il coinvolgimento dei giovani, l’impegno civico e le reti comunitarie per rispondere alle sfide attuali

Spingersi “Oltre i limiti” : 4 giorni di dibattiti e proposte per dirigersi verso trasformazioni sociali sostenibili ed innovative.
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Il punto di vista di giovani ed innovatori e le buone pratiche che stanno già creando valore sociale nei territori italiani hanno costituito il fulcro del Festival Nazionale dell’Economia Civile (FNEC) 2023, andato in scena a Firenze dal 28 settembre al 1 ottobre: le grandi sfide macroeconomiche e sociali contemporanee, come l’aumento delle diseguaglianze, la transizione ecologica e digitale, e le dinamiche generazionali sono state le tematiche al centro del Festival. 

Lo scopo? Proporre modelli di economia civile e progetti innovativi legati dal filo comune della collaborazione tra individui e comunità, e capaci di fornire soluzioni nuove ed alterative alle problematiche contemporanee, alimentando lo sviluppo di opportunità innovative.

“Inclusione” : la valorizzazione delle periferie e delle diversità.

Centrale nel primo giorno del festival, svoltosi presso il Campus di Novoli dell’Università di Firenze, è stato il tema della valorizzazione delle diversità e dei contesti svantaggiati: a partire dall’intervento della prof.ssa Eugenia Carfora, Dirigente scolastica dell’istituto superiore Morano del parco Verde di Caivano, si è messo infatti in evidenza il bisogno di coinvolgere sempre più gli abitanti delle periferie nello sviluppo di soluzioni nuove per ridare vitalità a tali aree, spesso in condizioni di disagio, partendo dall’ascolto della realtà sociale e dal coinvolgimento attivo della comunità, in particolare nella sua componente giovanile, e avviando così un circolo virtuoso capace di rigenerare valore sociale. 

A tale input si è ricollegato, nel corso della giornata, l’Hackhaton “Le periferie al centro”, in cui 4 gruppi di giovani studenti hanno sviluppato le loro proposte volte a rivitalizzare alcuni territori periferici toscani, elaborando così progetti di sviluppo.

Proprio il coinvolgimento dei giovani, così come quello delle componenti più svantaggiate della società, è l’elemento sottolineato quale fondamentale da Joseph Stiglitz, economista e premio Nobel per l’Economia nel 2001: ciò può essere garantito, secondo il professore, solamente attraverso la garanzia di diritti fondamentali come quello all’abitazione, alla salute e all’educazione, pilastri fondamentali affinché gli individui possano sentirsi parte di una rete locale e si incentivi una riduzione di diseguaglianze e discriminazioni.

Il tema dell’inclusione è stato inoltre analizzato nel corso del Festival nelle sue svariate sfaccettature: infatti, se Guido Marangoni, speaker impegnato nella sensibilizzazione sulle disabilità attraverso la pagina Facebook “Buone notizie secondo Anna”, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento per rimuovere le “etichette” che vengono apposte a individui considerati “diversi”, e così scoperchiare tali “scatole chiuse” di stereotipi comuni, affinché si possa scoprire il valore delle persona umana, invece, Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha messo in evidenza come l’ abitare, costituisca il primo passo per vedersi riconosciuta dignità e benessere, che a sentirsi parte di una comunità, e, dunque il bisogno, evidente anche a causa della crisi abitativa che coinvolge in particolare i giovani e i più anziani, che questi si vedano considerati nei processi di risoluzione di tali problematiche in modo collaborativo, con iniziative quali il co-housing.

Comunità ed impegno civico: l’importanza della collaborazione.

La cittadinanza attiva quale motore di sviluppo che mette in relazione responsabilità individuali e soluzioni collettive: questo l’altro tema fondamentale sviscerato durante il Festival, dando dimostrazione, attraverso l’analisi di tematiche differenti ma tutte legate a bisogni contemporanei, come quello di coordinare benessere economico e sostenibilità sociale e ambientale, della necessità che l’impegno civico si diffonda all’interno delle collettività.

Chi, se non le giovani generazioni, è necessario coinvolgere in queste dinamiche, per “superare i limiti” del tempo presente, e andare verso un futuro alimentato da sempre maggiore impegno civico comune?

In tal senso, è Ester Barel, Portavoce nazionale del movimento ambientalista Fridays For Future, rappresentante della voce di molti giovani preoccupati per l’attuale crisi climatica, tra le tematiche da loro maggiormente sentite, a sottolineare la necessità di coinvolgimento di tutta la cittadinanza per diffondere consapevolezza e la conoscenza di pratiche positive sostenibili.

Con il contributo di Shirin Ebadi, Avvocatessa iraniana e Premio Nobel per la Pace nel 2003, si è inoltre evidenziato il carattere ormai globale dell’urgenza di un’azione per prospettive future più serene, ovvero capaci di garantire, oltre i limiti e le storture che l’attuale sistema internazionale ha generato, i diritti di libertà nella loro totalità:  esempio della forza della collaborazione, nell’ambito del FNEC la giurista ha infatti trasmesso l’esperienza collettiva delle donne e gli uomini iraniani, che lottano per vivere una vita libera grazie al coinvolgimento reciproco nella causa per un’esistenza in un regime sociale e politico democratico.

Pratiche positive e progetti per il futuro

Il Festival ha dimostrato dunque che un’ “economia più civile” è possibile:  iniziative capaci di garantire sostenibilità economica e sociale sono già diffuse sia a livello locale che internazionale, quali progetti collettivi elaborati da soggetti sia pubblici che privati.

Come implementare queste pratiche positive e incentivare la creazione di valore sociale, superando così i “limiti”, i paradigmi negativi presenti nell’attuale sistema economico-sociale?

Un esempio proviene dal sistema europeo: il PNRR quale strumento di sostegno a progetti mirati al raggiungimento degli obiettivi dell’agenda 2030 è stato oggetto di dibattito durante il FNEC: se, infatti, esso costituisce una base economica per tali progettualità, i sindaci presenti alla discussione hanno però sottolineato la necessità che le pubbliche amministrazioni, e le comunità che esse rappresentano, siano accompagnate dalle istitutzioni in un processo di implementazione delle proposte attraverso la facilitazione dei processi burocratici e di coordinamento e coinvolgimento delle comunità, migliorando così la connessione tra la realtà europea, con la creazione di un’Europa più unita, solidale e democratica, e quelle locali: mezzo che rende possibile valorizzare proposte e idee innovative.

Dimostrazione, invece, a livello nazionale dell’efficacia dell’esercizio di un reale impegno civico e collaborativo sono coloro che sono stati premiati durante il FNEC  quali “Ambasciatori dell’Economia Civile”: artisti, start up, aziende, comuni e studenti che si sono distinti per la loro attività nell’ambito di progetti capaci di garantire  e promuovere aspetti come inclusione, lavoro dignitoso, rispetto dell’ambiente e partecipazione: realtà, queste, esempio del fatto che superare i limiti è possibile, e stimolo affinché questi modelli possano riprodursi e diffondersi.

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