Cerca
Close this search box.
Cerca
Close this search box.

Fubini vince il premio “Luigi Lotti”

Condividi

La consegna del Premio Lotti

Lo scorso 21 dicembre, presso la Scuola di Scienze Politiche Cesare Alfieri, si è tenuta la consegna del Premio “Luigi Lotti” da parte dell’Associazione Alumni Cesare Alfieri, a Federico Fubini, vicedirettore ed editorialista del Corriere della Sera. In quest’occasione, Fubini non si è limitato ai ringraziamenti di rito, ma ha anche avuto modo di relazionare sulla sua attività. In particolare, ci ha reso noto che sta lavorando ad un libro dedicato a Niccolò Introna, un alto dirigente di Banca d’Italia durante il periodo dell’Italia fascista.

La conferenza di Fubini

Fubini ha palesato il suo interesse per il periodo fascista e quello immediatamente successivo, con un punto di vista diverso rispetto a quello consueto. Infatti, per il vicedirettore del Corriere, l’impianto economico nel dopoguerra è rimasto pressoché identico a quello fascista, con un interventismo statale, principalmente riconosciuto nell’IRI, molto presente, che avrebbe in qualche maniera favorito un “gigantismo pubblico a tendenza antieconomica” e un “nanismo consequenziale per il settore privato”.

La figura di Introna

La figura di Introna emerge in quanto divergente rispetto a questa tendenza. Infatti, non solo è stato uno degli ultimi funzionari pubblici a prendere la tessera del PNF, quando ormai non era possibile fare altrimenti, ma si batté costantemente per mantenere una linea economica diversa all’interno del Paese sia durante il Fascismo, limitando alcuni sperperamenti del Governo e dei suoi sostenitori, sia durante il dopoguerra, sia durante il dopoguerra quando dal plenipotenziario chiese a Bonomi che per combattere il rischio default l’IRI rientrasse vendendo attività antieconomiche.

Uno sguardo sull’attualità

Oltre a queste indicazioni sul suo nuovo libro, Fubini ha rilasciato anche alcune battute ai nostri microfoni sull’attualità. Per quanto riguarda la discussione sul MES ha ricordato come si stia parlando della ratifica di una riforma di uno strumento già esistente, vista la confusione che spesso viene fatta sulla questione, mentre sul Patto di Stabilità ha affermato come i Paesi in più difficoltà rispetto al debito beneficeranno tra il 2025 e il 2027 di alcuni sconti sul risanamento. Infine, ci ha ricordato della sua formazione umanistica, nonostante adesso spenda la maggior parte dei suoi interessi in campo economico, e di come l’intersezione di più saperi lo aiuti nel suo percorso culturale.

Related

News