Cerca
Close this search box.
Cerca
Close this search box.

Gli NFT: impiego e sviluppo negli ultimi anni

 L’impiego degli NFT affonda le radici nelle formulazioni degli inizi del Novecento del filosofo e scrittore Walter Benjamin. Come si è evoluto oggi questo concetto e quali sono gli utilizzi più importanti?
Condividi

L’impiego degli NFT può essere considerato funzionante secondo schemi e previsioni che affondano le radici nelle formulazioni di Walter Benjamin. Come il filosofo e scrittore tedesco indagava la relazione tra opera d’arte e la sua riproducibilità tecnica agli inizi del Novecento, così ai giorni nostri è possibile studiare il fenomeno degli NFT attraverso un’ottica di riproducibilità e unicità che ben spiegano le caratteristiche degli NFT.

Il boom nel 2017 e il record nelle vendite

Nonostante gli NFT esistano ormai da più di dieci anni il loro sviluppo e la loro popolarità hanno avuto un ingente incremento solo nel 2017, quando il relativo mercato è esploso, registrando un record nel numero di transazioni.

Un altro momento importante per lo sviluppo degli NFT è avvenuto tra il 2020 e il 2021, nel pieno della pandemia da Covid-19, quando il record è avvenuto per il prezzo di acquisto di un singolo NFT, grazie all’artista americano Mike Winckelmann (conosciuto con lo pseudonimo di Beeple) e il suo collage digitale intitolato “Everydays”, costituito da disegni e animazioni realizzati quotidianamente per cinquemila giorni di fila e che è stato venduto per una cifra di 69,3 milioni di dollari.

Da allora il mercato ha intrapreso una fase calante, contribuendo a un senso di approfondimento e critica verso il fenomeno, analizzandolo da un punto di vista economico, legale e soprattutto sociale, e provando a individuare degli sbocchi innovativi per l’utilizzo di questi oggetti digitali.

L’impiego degli NFT a livello culturale

L’utilizzo più ampio degli NFT riguarda il mercato del collezionismo, prevalentemente di oggetti artistici, legati o meno a un interesse artistico di fondo, e che negli ultimi anni ha interessato sia le case d’aste più importanti (come Pandolfini) ma anche gli spazi museali.

La digitalizzazione in questo rappresenta il primo passo per esprimere al meglio il potenziale di due ambienti, come le case d’aste e gli spazi museali, che sono sempre stati visti come luoghi esenti dalle nuove tecnologie e che invece negli ultimi anni hanno visto accrescere il loro interesse verso di esse. Grazie agli NFT la corrente artistica della Digital Art (nata negli anni Novanta) si è evoluta nella Crypto Art.

Related

News