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Le elezioni sarde: tra suspense e centralità della persona

Le regionali in Sardegna, oltre al ritardo nello scrutinio e alla prima elezione di un esponente del M5S a presidente di regione, ci hanno confermato una cosa: le elezioni dirette si vincono con il giusto candidato. 
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L’attenzione mediatica

L’elezione sarda di questo febbraio, sia per ragioni politiche che per ragioni burocratiche, è stata tra le elezioni regionali più sentite e partecipate degli ultimi anni. Chiaramente, ciò lo si deve innanzitutto al lieve distacco che ha visto esserci tra i due più importanti candidati, Alessandra Todde (CSX) e Paolo Truzzu (CDX), di circa 3.000 voti (lo 0,4%). Questa attenzione è salita anche, però, per via dell’arrivo a rilento dei dati. Pensate che Todde ha dichiarato la propria vittoria soltanto all’una di notte, mentre Truzzu, alla mattina del 27 febbraio, due giorni dalle elezioni, non ha ancora dichiarato niente. Infatti, alle 10 del 27 febbraio, mancano ancora i risultati di 22 sezioni elettorali. La terza ragione dell’attenzione è puramente politica: per la prima volta dal 2015 il Centrosinistra riesce a strappare una regione al Centrodestra e lo fa grazie alla coalizione di PD, M5S e AVS, grazie ad una candidata del M5S e grazie alla forza del voto disgiunto.

Ma chi è Alessandra Todde?

Todde, nata a Nuoro, laureata in ingegneria informatica a Pisa, è stata per lungo tempo una manager nel campo dell’energia e dell’evoluzione digitale, fin quando non ha deciso di entrare nel M5S, grazie a cui è stata sottosegretaria e poi viceministra dei governi Conte II e Draghi, nonché vicepresidente dello stesso M5S fino a dicembre. Donna, manager, amministratrice, queste le principali caratteristiche di Todde, la quale, grazie a un CV di tutto rispetto, è riuscita ad attrarre voti e partiti che al solito non riescono a stare assieme.

Il voto disgiunto e l’importanza del candidato

Se è vero che la candidata del cosiddetto campo largo è riuscita a vincere la sfida, va detto che il voto disgiunto, e quindi il parere sul candidato, hanno giocato una carta fondamentale in questa tornata elettorale. Infatti, la differenza tra Truzzu e le liste di cdx è di circa – 4.500 voti, mentre quella tra Todde e il csx è di circa + 40.000 voti. Ciò significa sia un buon voto disgiunto ma soprattutto un grande voto diretto al candidato (difatti anche Soru è a +8.500 sulle sue liste). Ciò ricorda, anche in vista delle prossime amministrative, l’importanza della figura del candidato quando vi è un’elezione diretta: infatti la personalizzazione vince sulle liste e sul vento nazionale. Dunque, la vittoria passa dalla capacità di trovare la giusta candidatura, che in questo caso è stata Todde, donna, manager, amministratrice. 

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