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Le infinite frontiere del gaming

Ostacoli e obiettivi per un progresso intelligente
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Videogiochi e pregiudizi

Quando viene tirato in ballo l’argomento “videogiochi” sono ancora tante le controversie e i pregiudizi che li riguardano. Secondo il pensiero comune spesso vengono catalogati come attività capaci solo di imbambolare gli utenti davanti agli schermi e di isolarli dai contesti sociali, ma sono davvero questo? In realtà, come tutti gli altri strumenti che oggi popolano la nostra quotidianità, anch’essi sono pieni di potenzialità che se ben progettate possono portare a sviluppi interessanti.
Ciò non significa che non presentino rischi e problematicità, ma tutto sta, come in ogni cosa, nello sfruttare al massimo quello che si ha e trovare il giusto equilibrio.

Le sfide

Gli obiettivi che anche lo stesso Governo si è dato puntano ad una crescente costruzione di una cultura dei videogiochi: possedendo infatti questi un’estrema duttilità nell’adattarsi a molteplici esigenze, è in atto una ricerca multidisciplinare riguardante tutela, innovazione, informazione, educazione e collaborazione. Secondo questo approccio è fondamentale coinvolgere tutti gli attori che fanno parte di questo sistema, in quanto ne vengono compresi di ogni genere fra progettazione, distribuzione e utilizzo.

Sebbene il gaming sia potenzialmente adatto a chiunque, è necessario comprendere che non siamo tutti vulnerabili allo stesso modo. Essendo i bambini e gli adolescenti in una fase della loro vita in cui ogni stimolo plasma le loro menti e le loro identità, c’è bisogno di una maggiore attenzione e protezione quando sono loro ad interfacciarsi a questo mondo digitale. 

Le tutele per i ragazzi

A questo proposito sono soprattutto cinque le misure adottate per ovviare nel maggior modo possibile a rischi e pericoli. Prima fra tutte la classificazione PEGI per i contenuti in base all’età, che può essere orientativa per gli adulti per una scelta consapevole, in secondo luogo abbiamo strumenti di tutela e segnalazione interni ai giochi, collaborazione da parte delle forze dell’ordine e progetti di educazione preliminare sulle dinamiche del gaming e sui codici di comportamento.

Proprio perché uno dei maggiori target comprende i giovani è fondamentale metterli al corrente di quelle che sono le norme da seguire all’interno di questi contesti: diffondere i propri dati personali, parlare con sconosciuti online, effettuare acquisti o rivolgersi irrispettosamente verso i propri compagni di gioco può portare a delle conseguenze irreversibili con le quali può essere difficile fare i conti.

Le potenzialità

Se fino ad ora abbiamo parlato di criticità, è altrettanto importante sottolineare ciò che invece i videogiochi possono apportare di positivo a chi ne fa uso (e non un abuso!). Possono infatti essere degli ottimi strumenti educativi, sia dal punto di vista dell’apprendimento nozionistico (ad esempio imparare termini di una lingua o approfondire tematiche scientifiche, storiche e sociali), ma anche per quanto riguarda capacità cognitive e relazionali. Dialogare con altre persone all’interno del gioco, adottare prospettive di personaggi completamente diversi da noi, tentare di risolvere situazioni problematiche e collaborare con gli altri giocatori sviluppa empatia, capacità di problem solving e decision making. Ciò non significa che i videogiochi debbano sostituire le interazioni sociali offline o altri metodi di apprendimento, ma possono essere visti come contributi aggiuntivi allo sviluppo personale.

Suggerimenti 

Conseguentemente a tutto ciò che abbiamo detto, è abbastanza lampante che l’ascolto reciproco e la cooperazione siano gli elementi alla base di un progresso funzionale. A proposito di questo sono state suggerite delle raccomandazioni per una collaborazione di successo fra le parti, al fine di accontentare i bisogni di tutti nel rispetto di ognuno. Si auspicano sessioni di design collaborativo fra sviluppatori, educatori e giocatori (le cosiddette Game Jam), progetti di orientamento sull’applicabilità della gamification in varie professioni al fine di scoprire realtà in altri modi difficilmente raggiungibili, apertura reciproca all’informazione e all’aggiornamento sui temi in questione e progetti di maggior engagement femminile attraverso testimonianze significative. 

Con la speranza che vengano superate resistenze e preoccupazioni riguardo a questo potenzialmente infinito universo, ci auguriamo che l’iniziativa da parte di tutti, la ricerca, gli incentivi statali e il buon senso ci guidino verso frontiere sempre più a misura di una realtà in cui la tecnologia è un ausilio importante per condurre al meglio le sfaccettature della nostra quotidianità.

Aurora Capanni

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