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“No Women No Panel – senza le donne non se ne parla”: progetti per una concreta parità di genere.

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“Le donne rappresentano la metà della popolazione mondiale. È troppo chiedere che siano rappresentate nei panel?”
Così Corina Cretu, commissaria presso la Commissione Europea, esprimeva il suo pieno sostegno all’iniziativa “No Women No Panel”, avviata nel 2018 in seno alla Commissione Europea, avente come inequivocabile obiettivo la garanzia di un coinvolgimento ed una rappresentazione quanto più paritaria possibile della componente femminile nei talk (o “panel”) e dibattiti pubblici, nonché nell’ambito della comunicazione nel suo complesso: strumento così volto a valorizzare tutta la ricchezza di competenze esistenti nella società, il progetto si presenta dunque quale mezzo per implementare la parità di genere scardinando stereotipi e disparità.

“No Women No Panel” in Italia: la rappresentanza paritaria nella comunicazione

Il nostro Paese è al 14esimo posto nella classifica europea per parità di genere, con un punteggio che lo pone al di sotto della media. Tale critica condizione si rispecchia anche nel livello di presenze femminili nei media nazionali e nei dibattiti pubblici: dai dati RAI, che ogni anno effettua un monitoraggio sulla rappresentazione femminile nella propria programmazione, risulta infatti che, secondo le ultime ricerche,  i livelli di rappresentanza della componente femminile nei propri programmi sono ancora inferiori al 50 per cento. Si evidenzia, inoltre, la differenza di ruoli ricoperti da uomini e donne nell’ambito dei talk: mentre i primi sono in genere invitati a dimostrare le proprie competenze, ciò avviene più raramente per le seconde, spesso semplicemente chiamate a narrare le proprie vicende personali.

Come influenzare in positivo tali dati?

È la stessa RAI, spinta dall’importanza del ruolo svolto dai media nell’amplificare messaggi di rilevanza culturale e sociale, che nel 2020 ha fatto propria l’iniziativa europea #NWNP:  l’azienda pubblica è divenuta infatti uno dei principali soggetti aderenti e d’impulso al progetto a livello nazionale,  stimolando inoltre la firma del “Memorandum of Understanding”, raggiunta nel 2022, che ha visto il coinvolgimento di numerose organizzazioni ed istituzioni pubbliche, quali Presidenza del  Consiglio, ANCI e CRUI, documento contente i principi volti a contrastare concretamente le discriminazioni di genere nell’ambito della comunicazione e i metodi per controllarne il rispetto.

L’impegno nell’implementazione del progetto, alimentato nel corso di questi anni ed espressosi attraverso numerosi progetti, è descritto nel libro “Quando le donne contano – No Women No Panel, la misura delle democrazia paritaria”, edito da Rai Libri.  Presentato il 10 novembre 2023 presso il rettorato dell’Università di Firenze con il coinvolgimento della prof.ssa Maria Paola Monaco, delegata della Rettrice all’inclusione e alla diversità e co-autrice del volume, e della Presidente della Rai Marinella Soldi, esso analizza e descrive la rilevanza del progetto,  di cui si sottolinea il ruolo di “modello di buone pratiche” da ampliare a tutti i contesti pubblici, trattando i diversi aspetti che questo coinvolge diretti allo scopo di condurre un cambiamento culturale verso una concreta parità di genere.

Diverse sono le sfaccettature in cui un’iniziativa di così ampia portata viene infatti riportata: nel volume vengono descritti sia i principi alla base del modello  #NWNP, che i mezzi proposti per l’attuazione dello stesso in Italia: a partire dalla volontà di non rendere il progetto una mera rivendicazione di quote rosa, bensì di attuazione del principio di democrazia paritaria, valorizzando competenze ed esperienze femminili, vengono così presentati strumenti quali il “database di esperte” stilato dalla CRUI, a cui fare riferimento per le nomine di professioniste di differenti macroaree da invitare a dibattiti pubblici.

Gli ambiti d’azione in cui risulta necessario, ed anche già possibile, intervenire allo scopo di garantire una maggiore uguaglianza di genere si ampliano poi nel libro, considerando, oltre al settore della comunicazione, anche altri campi della vita in società: da quello della comunicazione si passa infatti attraverso un focus tematico riguardante l’evoluzione del rapporto tra rappresentanza e rappresentazione della figura femminile nel contesto pubblico generale, evidenziando la necessità di valorizzare le capacità intellettuali femminili in tutti i settori attraverso attività educative, leggi ad hoc e codici di comportamento “gender sensitive”.

Le esperienze dei territori: gli strumenti esemplari

Riportando le esperienze dei territori, inoltre, “Quando le donne contano” dimostra anche che realtà e ulteriori strumenti d’impegno concreto verso un cambio di paradigma nel coinvolgimento delle donne si sono già rivelati funzionanti: il Bilancio di Genere, in particolare, emerge quale strumento fino ad ora maggiormente diffuso negli enti pubblici avente lo scopo di implementare e valutare gli interventi operati al fine di favorire la parità tra uomo e donna. 

Realizzato attraverso operazioni complementari, l’obiettivo che esso mira ad assolvere consiste nell’identificazione di distorsioni e diseguaglianze di genere, per poi implementare strategie e misure innovative per correggerle, definendo inoltre gli obiettivi da raggiungere, il cui ottenimento sarà monitorato attraverso adeguati indicatori.

Presentato come caso esemplare di implementazione dello strumento è quello dell’Università di Firenze e della Città Metropolitana di Firenze: la collaborazione tra l’azione dell’Università per una maggiore parità di genere, già caratterizzata dall’utilizzo di strumenti quali in bilancio di genere, il bilancio sociale e il Piano di uguaglianza di genere,  e la Città Metropolitana, ha condotto infatti all’introduzione del bilancio di genere, grazie al supporto dell’Ateneo, anche nei comuni appartenenti a tale territorio, coinvolgendo così un’intera area nell’implementazione della misura. al fine di avere un quadro il più possibile completo dell’impatto prodotto dalle politiche qui attuate in termini di ugaglianza tra cittadine e cittadini, rilevando eventuali assimetrie e le possibili soluzioni, in coordinazione, inoltre, con il protocollo NWNP.

Se l’esistenza di progetti come “No Women No Panel” e misure quali il Bilancio di Genere vogliono evidenziare la necessità di una sempre maggiore consapevolezza sull’urgenza di interventi volti a scardinare le disparità di genere ancora presenti in numerosi ambiti, essi sembrano, allo stesso modo, poter garantire un maggiore concretezza nel delineare un percorso verso un diverso approccio culturale, e quindi una concreta e completa uguaglianza di genere e gli strumenti per verificarne lo stato dell’arte.

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