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Oblio oncologico: niente più discriminazioni per chi ha avuto un tumore 

 La legge che potrà cambiare la vita di molti italiani
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Che cos’è l’oblio oncologico?

L’oblio oncologico è quel diritto che prevede che, chi ha avuto un tumore possa, in seguito alla guarigione, tornare a vivere normalmente, nello specifico senza dover dare informazioni riguardanti la malattia pregressa. 

Il 5 dicembre 2023, il Senato della Repubblica ha finalmente approvato con 281 voti la scrittura del testo per la legge sull’oblio, proposta dal CNEL, comportando così l’accesso a questo importante diritto per circa un milione di guariti nel nostro paese. 

Cosa prevede la legge?

“La legge prevede il divieto di richiedere informazioni su una pregressa patologia oncologica dopo 10 anni dal termine dei trattamenti in assenza di recidiva di malattia in questo periodo”, così riporta AIOM, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, che si impegna nella promozione di campagne di prevenzione e informazione sul tema dell’oncologia.

Sono tante purtroppo le persone che si ammalano di tumore in Italia ogni anno, e che fortunatamente, grazie a delle cure sempre più all’avanguardia riescono a lasciarsi alle spalle la malattia. 

Molte persone, nonostante siano guarite dal tumore, non riescono a trovare lavoro, per colpa delle limitazioni a loro imposte;

“Da quanto tempo è guarito/a dal tumore?” , “A che stadio era?”, “Era il primo tumore?”: queste sono solo alcune delle frasi che una persona che ha avuto un tumore può sentirsi dire, per esempio nella ricerca di un lavoro. 

La discriminazione che gli ex malati di tumore devono subire ogni giorno, in assenza di una legge sull’oblio, si estende, oltre che a quello lavorativo, a molti altri ambiti della vita quotidiana, impedendo così di poter accedere a mutui, polizze assicurative e finanziamenti. 

Ne consegue infatti che il diritto all’oblio oncologico, sia intrinseco al diritto alla privacy (richiamandoci al fatto che la persona guarita non sia tenuta a fornire informazioni sulla malattia), principio peraltro contenuto nella Carta dei diritti dell’uomo e del cittadino, e che pertanto debba assolutamente essere tutelato. 

Vittoria per l’Italia, ma qual è la situazione sul profilo europeo?

Fortunatamente già altri stati europei hanno adottato dei provvedimenti simili al nostro: Francia e a seguire Belgio, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Romania. 

La Fondazione Veronesi ha avuto un ruolo importante nel portare avanti questa battaglia, valorizzando l’importanza del diritto all’oblio oncologico come valore derivante dal principio di uguaglianza, che la nostra costituzione prevede. 

Il diritto all’oblio è una vittoria, perché dà voce agli ex malati di tumore, che non dovranno più essere identificati con la malattia pregressa, ma per il loro valore come persone meritevoli di uguaglianza e dignità.

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