Cerca
Close this search box.
Cerca
Close this search box.

Partecipare significa farsi carico della propria comunità

Condividi

Nel suo discorso di fine anno, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, riafferma il ruolo della partecipazione come possibilità per superare la “cultura dello scarto” e “la violenza”.

Avvertiamo angoscia per la violenza

Il termine violenza è quello da cui il Presidente Mattarella ha preso spunto per l’incipit del suo discorso di fine anno. Una violenza presente “tra gli Stati, nelle società, nelle strade, nelle scena di vita quotidiana”. Il primo riferimento è quindi alle guerre, con il pensiero a quella in Ucraina, “invasa dalla Russia, per sottometterla e annetterla”, e quella in Medio Oriente, ricordando la “ferocia terroristica” di Hamas e la “reazione del governo israeliano che provoca anche migliaia di vittime civili”. Per Mattarella, il rischio delle molte guerre, anche vicine all’Italia, è che portino ad “abituarsi a questo orrore”. Necessario quindi “fare spazio ad una cultura della pace”, che ci permetta di sconfiggere la violenza anche nelle società. Il Presidente condanna la violenza sulle donne, ricordando come “l’amore è dono, gratuità, sensibilità”.

Il risentimento come figlio dell’indifferenza e dell’abbandono

Per Mattarella, la mentalità che porta alla violenza, nasce proprio dalla “cultura dello scarto, così efficacemente definita da Papa Francesco”. La denuncia del “lavoro che manca”, ossia quello non dignitoso e coerente col percorso di studi, delle “immani differenze di retribuzione tra pochi superprivilegiati e tanti che vivono nel disagio”, sono altri passaggi necessari per cogliere, secondo il Capo dello Stato, quelle che sono le scintille che portano al senso di risentimento.

Un futuro da vivere nella speranza e nel riconoscimento dei diritti

Per Mattarella, “dipende da tutti noi far prevalere, sui motivi di allarme, le opportunità di progresso scientifico, di conoscenza, di dimensione umana”, facendo spazio alla forza dei giovani. Inoltre, è necessario per il Presidente ricordare che i diritti dell’uomo sono soltanto riconosciuti dalla Costituzione, in quanto già presenti nella realtà, prima della stessa democrazia. Perciò, le grandi sfide del clima, dell’intelligenza artificiale, del progresso tecnologico, vanno attraversate facendo sì che il cambiamento non tralasci la condizione dell’uomo, l’umanità.

Partecipazione balsamo della democrazia

Infine, il Capo dello Stato ha ricordato come la partecipazione stia alla base della democrazia e possa essere l’unico strumento per far sì che dinanzi alle sfide suddette si rimanga ancorati ad una cultura che metta al centro di ogni sistema la persona. La partecipazione è sia intesa come l’espressione del voto ma anche come presenza attiva nella comunità. Mattarella ha poi citato le esperienze positive del 2023 che hanno ricordato i valori costituzionali: “la composta pietà della gente di Cutro”, i ragazzi che hanno spalato fango nelle zone alluvionate, i ragazzi di Pizza Aut, il lavoro culturale nei beni confiscati di Casal di Principe, le ragazze scese in piazza dopo gli episodi di violenza sulle donne, l’impegno delle forze dell’ordine, l’impegno di chi si occupa dei detenuti, l’impegno di chi ha lasciato il proprio lavoro per occuparsi di una caro in difficoltà. Per il Presidente della Repubblica, queste “storie raccontano già il nostro futuro”.

https://youtu.be/fksFQglceac?feature=shared

Related

News