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ScienzEstate 2023

La ricerca si apre alla cittĂ 
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L’università scende in piazza

Anche quest’anno si è riproposto alla cittadinanza un appuntamento di lungo corso, consolidatosi oramai nel tempo in quanto giunto alla sua ventesima edizione. ScienzeEstate si apre anche quest’anno, come riporta la rettrice Alessandra Petrucci nella conferenza dedicata, innanzitutto come evento divulgativo che vuole dimostrare «quello che l’università è adesso». Scendere in piazza e aprire il mondo della ricerca alla cittadinanza: questo è ciò che l’università di Firenze ha voluto perseguire mercoledì venti settembre, nel corso del terzo appuntamento di questa edizione dell’evento nei pressi del Campus di Scienze Sociali di Novoli.

La sfida divulgativa

L’università può è deve aprirsi per uscire al di fuori di se stessa e per mettersi al servizio della cittadinanza. Nel raggiungere questo obbiettivo, utilizzare un linguaggio adatto a tutti ed a tutte è una sfida cruciale, ma allo stesso tempo una condizione indispensabile per un profilo, come quello prettamente “accademico”, che voglia perseguire il desiderio di divulgare il proprio lavoro al di fuori della sua zona di “comfort”. Una sfida, in primis, per il mondo universitario, poiché non utilizzare un linguaggio tecnico, ovvero un linguaggio per gli “addetti ai lavori”, significa mettersi in gioco, ripensarsi cercando comunque di non tradire la propria realtà. La vera sfida della divulgazione è rendere accessibile l’informazione ad un maggior numero di persone. Stessa missione quella di ScienzeEstate, che, tenendo conto delle differenze di età e di formazione, ha perseguito l’obiettivo di comunicare in maniera chiara ed esaustiva anche i temi più complessi. Come per gli eventi tenutisi nei plessi di Sesto Fiorentino e di Via Lapira, in prossimità della Biblioteca di Scienze Sociali, realtà di ambiti disciplinari diversi si sono riunite per mostrarsi, farsi conoscere e coinvolgere i cittadini di tutte le età. Le scienze sociali (e non solo) sono state, per così dire, protagoniste per un giorno. Ciascun gruppo composto da ricercatori e docenti, con tutte le dovute differenze di formazione e di obiettivi nel proprio lavoro di ricerca, ha cercato di rendere accessibile a tutti il “proprio” mondo, il proprio campo di studi.

Diritto internazionale, salute mentale, cambiamento climatico e sociale, riflessioni sulla libertà e sulla parità di genere, consumo di cibi ad impatto zero: queste sono solo alcune delle tematiche toccate dal personale dell’ateneo fiorentino impegnato durante l’evento. Degno di nota è stato constatare come ciascun gruppo abbia presentato lavori e obiettivi strettamente connessi alle “urgenze” del presente. Ciò che è oggi l’università è in buona parte riflesso di ciò che è oggi il mondo e l’attualità. Il tutto ha reso ancora più evidente come il lavoro di ricerca viva di ciò che sta al di fuori di essa ed allo stesso tempo promuova conoscenze e soluzioni che possano, con i giusti mezzi ed i dovuti accorgimenti, essere toccati con mano da tutti, a partire dal riconoscimento di una certa “familiarità” con i temi proposti. La cifra comune è stata l’intenzione di tradurre e presentare il proprio lavoro in modo da essere comprensibile e coinvolgente anche per i non “addetti ai lavori”, e proprio a tal fine, gli strumenti adottati sono stati molti e differenti: dai giochi da tavolo alle simulazioni al computer, dalle attività interattive alle storie raccontate per immagini per i più piccoli.

ScienzEstate si riconferma dunque come una preziosa occasione per dimostrare che il linguaggio accademico con cui si traducono tematiche di portata ben piĂą ampia delle mura accademiche spesso sia distante, ma solo in apparenza.

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