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Tra Stupore e Inquietudine: l’universo discordante di Anish Kapoor

Untrue Unreal trasforma le stanze di Palazzo Strozzi sfumando il confine tra reale ed inverosimile e invitandoci ad intraprendere un percorso visivo unico nel suo genere.
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Il 7 ottobre le monumentali porte di Palazzo Strozzi si sono aperte alla mostra personale di uno dei nomi più celebri ed originali del panorama artistico contemporaneo: Anish Kapoor. L’artista inglese è stato in grado di raggiungere il successo grazie alla sua capacità di mettere in discussione i sensi e la percezione della realtà attraverso le proprie opere e, con Untrue Unreal, di certo non delude le aspettative del proprio pubblico.

Fin dal momento in cui si mette piede nella prima sala dedicata alla mostra l’impatto è traumatico. Il visitatore è posto di fronte ad un imponente blocco di cera rossa che, mosso da motori invisibili, è condannato ad attraversare le sale rinascimentali spostandosi in modo quasi impercettibile, impiegando circa un’ora a compiere l’intero percorso. Svayambhu, questo il nome che l’artista ha scelto per definire quest’opera, un termine sanscrito che indica ciò che sorge da sé, ciò che si genera autonomamente, del tutto appropriato per descrivere ciò che accade alla cera nel compiere il suo tragitto: essa si modella, si plasma e muta la propria forma entrando in contatto con le stanze del palazzo annullando alcune parti di sé, scartandone altre e creandone di nuove. E’ una metafora di nascita, di violenza e di morte contemplabili al di fuori di un contesto temporale, tanto è lento il movimento che spinge il treno di cera nel suo viaggio. 

Nel corso della sua carriera Anish Kapoor ha spesso indagato il tema del vuoto assoluto in opere come Descent Into Limbo, ma quando la compagnia Surrey NanoSystems ha rilasciato per la prima volta il Vantablack al pubblico è stato amore a prima vista al punto che nel 2016 ha deciso di acquistarne i diritti esclusivi, causando uno scandalo non da poco. 

Sicuramente non è la prima volta che il monopolio di un artista su un preciso materiale è causa di dispute nel mondo dell’arte (è il caso ad esempio del International Klein Blue o IKB creato da Yves Klein negli anni ‘60), ma nel caso del Vantablack è necessario comprendere cos’è che lo rende così speciale: parliamo della forma più pura e completa di nero esistente sul mercato. Non si tratta infatti si una semplice sfumatura di nero, piuttosto è un materiale estremamente difficile da ottenere e utilizzare e porta con sè un forte effetto estetico e visuale in quanto permette di annullare la tridimensionalità di un oggetto.

E’ facile comprendere come, una volta appresa la notizia, diverse voci si siano levate in protesta contro il monopolio imposto sul Vantablack, definendolo un crimine contro la comunità artistica internazionale in quanto nega di fatto l’accesso ad un materiale così affascinante e pieno di potenzialità inesplorate.

Ciononostante, questo non ha impedito all’artista di includere le sue più recenti sperimentazioni con i pigmenti, incluse quelle realizzate con il Vantablack, all’interno di Untrue Unreal. L’esposizione presenta infatti una serie di sculture che giocano con l’uso di pigmenti di vari colori che, posti in relazione con l’architettura rinascimentale di Palazzo Strozzi, restituiscono agli occhi del visitatore un’immagine eterea. Nelle sale successive, Kapoor si serve del Vantablack per mettere in discussione le certezze sensoriali del proprio pubblico producendo non solo illusioni ottiche ma anche uditive, spingendolo ad esaminare attentamente le superfici dipinte con questo particolare pigmento per rintracciarne i reali confini. Ciò che traspare da queste particolari opere è una riflessione sul mondo che ci circonda, sulla sua immaterialità e inafferrabilità, sul vuoto e sui concetti di verità e finzione che spesso si intrecciano tra loro dando origine a zone grigie in cui è impossibile distinguere l’una dall’altra.

Untrue Unreal è quindi un ottimo modo per chi intende muovere i primi passi nella mente contorta, dissonante, controversa ma geniale di Anish Kapoor e sarà possibile continuare a visitarla fino al 4 febbraio 2024.

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